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Storia di P.

P. è un giovane manager.
Mi contatta perché a distanza di pochi giorni avrà un colloquio per una posizione ed un’azienda che potrebbero cambiargli la vita. Quasi non ci crede che possa essere stato contattato proprio lui per questa posizione: certe opportunità, dice, ti capitano una volta sola nella vita
Ha già un ottimo curriculum ma vorrebbe renderlo ancora più efficace per questa occasione tanto importante, non vuole farsi trovare impreparato.
Ci incontriamo.
P: “Grazie, le sue domande mi sono servite non tanto a rimettere a posto il curriculum, quanto a capire che in fondo potrei essere davvero la persona giusta per questa posizione“.
Lo ringrazio e vedo la sua emozione: non ha ancora affrontato il colloquio, non sa ancora se verrà selezionato, ma adesso sente di essere più consapevole di se stesso, del suo valore. Riesce a vedersi all’altezza di quel ruolo.
Prima di salutarci mi dice: “Sa, solo ora capisco il motivo per cui certi colloqui sono andati male. Se avessi riflettuto sulla relazione fra le mie esperienze professionali e la posizione per la quale stavo concorrendo, forse sarei riuscito a comunicare meglio quegli aspetti di me che potevano fare la differenza fra un colloquio positivo ed uno negativo”.


E voi, quando affrontate un colloquio, quanto siete consapevoli di voi stessi, della posizione per la quale vi state presentando e del vostro valore professionale rispetto a quella posizione?

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